ore 5,30 Una signora mi dice di suo marito dopo 49 anni di matrimonio e 4 di convivenza con un quasi vegetale per un'atrofia cerebellare...di lasciarlo andare... Lei cosa fare bbe con suo padre...
Me lo dici in corridoio, in mezzo a gente assonnata, al rumore e alla puzza.
Per Lei è tutta la sua vita. Per me un momento, che se fossi distratto non avrei nemmeno considerATO
La vita è stranissima, dolce o umiliante.
Quella donna forte,risoluta, disperata è l'emblema dell'umanità.
Ha curato in modo pazzesco suo marito. Lei piccolina si è spezzata la schiena per mobilizzarlo continuamente.
Solo a pensare a questa storia mi distruggo...
Il paziente a cui avevo messo la ventilazione non invasiva, ho lasciato una ventimask.
Presto sarà di nuovo libero.
A mezzanotte mi trovo con un vecchietto in edema polmonare, in una stanza che trattiene a malapena i tre letti supersofisticati, luce accese, abbandono, alcune urla dal reparto, il neon cuoce le retine stanche di tutti.
Quel vecchietto magrissimo, forse 30 Kg, respira con le orecchie, è vigile ma quasi soffocato satura 70-75 %. E' solo al mondo.
Solissimo.
Forse ha figli che non vede da 20 anni.
In cartella non c'è nessun numero di telefono da chiamare.
Forse ogni tanto viene una vicina di casa.
iMPOSTO LA TERAPIA MA POI DEVO ANDARE.
lUI RIMANE LI' INERME. nON HA FORSE NEMMENO LA FORZA DI MALEDIRE mE, LA SUA VITA E L'EDEMA POLMONARE.
Una signora ricoverata in otorino con la gola tagliata per una paralisi delle corde vocali, che ha costretto i medici a mettergli una tracheostomia...nel pieno della notte non respira...
Una figlia, strana, molto fragile, forse oligofrenica, piange la mamma che ha probabilmente una rottura di esofago e se cosi' fosse, potrebbe presto morire.
Un bimbo che non respira.
Un vecchietto muore in ortopedia...in infermeria, la televisione trasmette le immagini di una bellissima modella... Tutti ridono, patinati e truccatissimi.
Queste sono le notti nell'ospedale che chiamo di saigon.
Il mattino è una liberazione. Promette di poter curare tutte le sofferenze che nel silenzio della notte sembrano insormontabili.
Quel silenzio è carico di nebbia, di dolore, di lacrime, ma anche di solidarietà, buona volonta'.
Io mi muovo tra una scala e un reparto e il pronto soccorso.
Sono molto indifeso, son don chisciotte di fronte ai mulini a vento.
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