Prima della pioggia su una collina buia lontano, lo sguardo è teso verso l'infinito, le narici si riempiono dell'odore di bagnato, i pensieri si perdono nel grigio ceruleo.
Jus ieri sera piangeva.
"Io non piango per Giorgio, ma per me stessa, sono un'egoista"
Credo che quando uno piange è sempre per se stessi.
La morte ricorda chi siamo veramente e la nostra fragilità.
Credo sia il prezzo dell'individualismo.
Ho cercato di consolarla dicendogli che noi siamo un'unita', la morte di uno non è la fine di niente.
L'unità è cementata dall'amore universale che si manifesta nella natura tutti i giorni.
La natura dona se stessa in modo gratuito, muore e rinasce continuamente.
Ma lo zio di Jus sta morendo e non c'è nulla da fare.
giovedì 8 aprile 2010
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