giovedì 21 febbraio 2013

Tutto dentro di Me e altre inautenticità

Mi accorgo a mente fresca che sono inautentico (un termine che mi ha insegnato il mio primo amore... Camilla). Anche in solitudine i pensieri trasformano le cose reali. La verità è una mezza verità, ricoperta di cioccolata o di ... marrone. La mia nuova capa: La "guitta"... non mi piace, ho idealizzato il mio vecchio capo... che in realtà alla fine mi stava stretto pure Lui...(lavorava poco, poco incisivo...nel chiedere le cose...). Amo i miei bimbi... amo stare giocare con loro... e poi invece tante sere arrivo tardi e sono cosi' affaticato... che non riesco a pensare se non ad andare a letto... Volevo la sicurezza economica di smettere di lavorare o cmq tirare i remi in barca ad una certa età... e invece ho speso TUTTo nella ristrutturazione...attuale. Non mi fido al 100% dell'impresario rumeno... Mister Bunesk gabriel... E' tutto un casino... Ho pure preso due multe tremende... in quest'epoca di pochi soldi... Temo che una mia paziente abbia un'infezione in un disco... (big anne)... Ho troppi pensieri... e invece la tristezza, la felicità, la grandezza o la bassezza sono solo dentro di Noi... Massimo Gramellini scrive: Per il Superometto del Duemila, cresciuto a colpi di retorica pubblicitaria («l’uomo che non deve chiedere mai») e cinematografica («al mio segnale scatenate l’inferno»), la M di maschio significa muscoli anziché maturità. Il Superometto pensa ancora che il coraggio consista nell’oltrepassare i propri limiti, anziché nell’accettarli per trovarvi un senso più profondo. E’ un conformista dell’anticonformismo, ottusamente convinto che il solo modo di opporsi alla mollezza dei deboli sia l’energia che scaturisce dalla violenza. Ama le armi e risolvere i conflitti con la forza bruta. I valori in cui crede sono la vendetta, come riequilibrio di torti subiti o supposti, e quel malinteso senso dell’onore che lo induce a considerare ogni scelta da lui non condivisa un attacco al suo fragile ego. Piace alle donne che scambiano la sua carica isterica per forza d’animo e spesso, purtroppo, ne subiscono le conseguenze. Ma sotto la sua corazza da duro è così debole e complessato da rifiutarsi di capire che la mascolinità non si misura nella conquista degli altri, ma di sé. Ogni volta che le mie viscere sono lambite dal virus del Superometto, corro a cercare l’antidoto in una massima che la leggenda attribuisce a Re Artù e ai suoi cavalieri: «Siamo stati costretti ad andare nel mondo in cerca di avventure perché non eravamo più capaci di viverle nei nostri cuori». La vera avventura è quella lì.

Nessun commento:

Posta un commento